Archivio per ‘Senza categoria’ categoria

Fermiamo la Guerra – L’Umanità al potere Assemblea Provinciale dell’ANPI

12 marzo 2022
Fermiamo la guerra
 

24 gennaio 2022

ANPI SEZIONE DI ACERRA

ANPI COMITATO PROVINCIALE DI NAPOLI

Istallazione Targa a Memoria delle Deportazioni degli EbreiACERRA

 

COMUNICATO STAMPA – CIRO RAIA ELETTO PRESIDENTE COMITATO PROVINCIALE ANPI NAPOLI

15 dicembre 2021

 

 

Dopo il partecipato congresso, tenuto due settimane fa alla presenza del Presidente Nazionale Gianfranco Pagliarulo, ieri sera sono stati eletti i responsabili del nuovo direttivo provinciale dell’Anpi di Napoli. A guidare l’Associazione dei partigiani di Napoli è stato chiamato il compagno Ciro Raia, che si avvarrà della collaborazione di Sara Cucciolito (vice-presidente) e di Salvatore Ivone (segretario). Il neo eletto presidente nel ringraziare  tutti i componenti del direttivo, per la fiducia accordatagli, ha indicato subito delle priorità (giovani, scuola, periferie, ambiente e lavoro) sulle quali concentrare il lavoro dell’Associazione nei prossimi mesi. Raia, quindi, ha rivolto un particolare saluto ed un ringraziamento (salutato da un caloroso applauso), per quanto fatto negli anni passati alla presidenza dell’Anpi, ad Antonio Amoretti -partigiano delle Quattro Giornate- che, all’unanimità, è stato nominato Presidente onorario dell’organismo provinciale napoletano.

RAIA

24_AMORETTI_ONORARIO

 

 

COMUNICATO STAMPA – Congresso Provinciale dell’Anpi di Napoli.

5 dicembre 2021

COMUNICATO STAMPA

Il giorno 4 dicembre –presente il Presidente Nazionale Gianfranco Pagliarulo- si è tenuto il Congresso Provinciale dell’Anpi di Napoli. Ad aprire i lavori è stato il Sindaco di Napoli, il professore Gaetano Manfredi, che, nel suo intervento, ha ribadito il suo impegno a “salvaguardare, rinnovare e rigenerare le testimonianze”.

A seguire ci sono stati, poi, i saluti dei rappresentanti della Cgil di Napoli, dello Spi Campania, di Libera, dell’Arci, dell’Arci Gay, della Direzione Museo Archeologico Nazionale, del PD e di Articolo1, della Rete della Memoria di Acerra, della Rivista Infiniti Mondi.

Le tesi congressuali sono state illustrate da un’ampia ed approfondita relazione del senatore Luigi Marino, coordinatore regionale dell’Anpi. Le conclusioni dei lavori sono state tratte dal Presidente Pagliarulo.

Prima di passare agli altri adempimenti previsti dalle norme congressuali, tutti i presenti hanno tributato un lungo e commosso applauso ad Antonio Amoretti, ultimo combattente delle Quattro Giornate, per molti anni guida dell’Anpi di Napoli. Amoretti, assente per motivi di salute e per inclemenze climatiche, ha fatto giungere all’assemblea un messaggio di saluto insieme alla decisa volontà (peraltro già annunciata agli organismi provinciali) di dimettersi da ogni carica ma non, per questo, far mancare il suo contributo di esperienza e di testimonianza. Seduta stante, quindi, all’unanimità, è stata votata la proposta di assegnare al Partigiano Antonio Amoretti la carica di Presidente Onorario dell’Anpi di Napoli. Ed è stato deciso che, nei prossimi giorni, una delegazione di neo eletti componenti il Direttivo Provinciale si porterà –per un doveroso saluto- a casa dello stesso Amoretti, al quale sarà consegnata anche una targa ricordo. 

 

01_Congresso 05_Sindaco2 24_AMORETTI_ONORARIO 25_Conclusioni_PAGLIARULO 26_Conclusioni_PAGLIARULO Presidenza_1 Sala_2 10_Relazione_Marino 11_Relazione_Raia

 

25 settembre 2020

Giornate del tesseramento 26_27_ settembre_2020_Napoli

25 Aprile: Uniti intorno a “Bella Ciao”

23 aprile 2020

   Per ricordare il 75° anniversario della Liberazione, l’ANPI, in considerazione –soprattutto- del momento drammatico in cui vive il Paese, ha scelto due simboli: un manifesto e una canzone.

   Il manifesto, dono del maestro Ugo Nespolo, ha un’unica parola d’ordine: Rinascere. La canzone è quella della libertà: Bella Ciao.    

   Si sa, i simboli sono importanti. Rappresentano un modello, una guida a cui fare riferimento, un indirizzo, quasi un senso da dare al cammino di ogni uomo. E, particolarmente quest’anno, il 25 aprile deve, perciò, avere più senso, più significato, non solo di memoria ma ancor più di costruzione, di avvenire.

   Oggi, come 75 anni fa, si ha il dovere e la necessità di raccogliere l’addio di chi, sul punto di morte, ha cercato di mandare a chi ancora vive. Un addio rimasto, però, chiuso e perduto nell’animo di chi se ne è andato.

   Settantacinque anni fa fu l’addio di coloro che ci fecero dono della libertà, dei condannati a morte della Resistenza, delle madri private dei figli e le spose dei mariti, di un’intera generazione sacrificata dall’avventura fascista. Oggi è l’addio di chi è stato costretto a varcare la soglia dell’aldilà senza il conforto di una parola, di una mano da stringere, di una lacrima asciugata.

   Settantacinque anni fa quei morti imposero il loro estremo sacrificio sul piano ineludibile della trasformazione dello Stato. Uno Stato che doveva costruirsi sulle direttrici della libertà, della democrazia, della giustizia, dell’unità e dell’eguaglianza.

   Anche i morti di oggi impongono che il loro sacrificio non sia avvenuto invano e gridano che la trasformazione dello Stato debba verificarsi non attraverso un camaleontico continuismo ma con mutamenti effettivamente innovativi e anticipatori.

   I morti di oggi impongono, altresì, di stanare ed abbattere i fascismi (specialmente quelli latenti, che sono i più pericolosi), di sostenere fortemente i rappresentanti delle istituzioni non vocati alla pratica del trasformismo ma capaci di interpretare l’arte della politica (la tèchnè  politikè) come mezzo per garantire il benessere (lo stare bene insieme) della comunità, di reiterare costantemente la fede e il patto di coesione –come durante la Resistenza- tra uomini diversi per ideologie ma uniti per la difesa delle libertà degli uomini.

   Il 25 aprile del 2020 non potrà essere solo ricordo né desiderio di un sogno resistente. Dovrà essere soprattutto consapevole azione, individuale e collettiva, per indirizzare ogni sforzo verso una differente lettura della realtà. Ed in questa realtà ci sono i bambini e gli anziani, gli ammalati e le vittime di femminicidio, gli immigrati e gli emarginati, i morti sul lavoro e i giovani in cerca di un’occupazione. E c’è pure tanta necessità di scuola, tanta Europa unita, tanta ricerca di pace tra i popoli.

   Solo così si potrà dare –rifuggendo da ogni ripetitiva demagogia- valore storico e culturale alla parola Resistenza: opporsi a un’azione, contrastandone l’attuazione e impedendone o limitandone gli effetti, star fermo e saldo in democrazia, contro le mafie, i terrorismi, i razzismi, i fanatismi religiosi, la corruzione, la mala politica.

  Allora l’ANPI, al fine di raccogliere una più sentita partecipazione si è raccolta attorno a un altro simbolo di unità e speranza. Per il 25 aprile 2020 (in un momento di necessario distanziamento sociale) ha lanciato il flashmob “cantiamo tutti Bella ciao dai balconi”. Perché Bella ciao è un canto capace di suscitare emozioni e coinvolgimento; perché Bella ciao, in qualsiasi lingua intonata, riaccende il destino condiviso della passione e della libertà.

   Infatti, anche se quella cantata ai nostri giorni è la riproposizione di un condensato di diversi approcci dialettali e popolari, Bella ciao rappresenta, soprattutto, per le sue infinite quanto naturali contaminazioni, la voce del lavoro dell’Italia del primo Ottocento, il canto dell’amore non corrisposto, della gelosia, della prigionia, della morte per la libertà, della Resistenza.

   Ecco perché, per la ricorrenza del giorno della Liberazione, l’ANPI ha scelto due ben precisi simboli. Perché possa diventare sempre più pressante il dovere di ricordare e far ricordare, di raccontare ciò che successe 75 anni fa (ma anche un secolo fa, un millennio fa o solamente oggi e anche il giorno dopo). Ma, soprattutto, perché possa essere rinvigorita –giorno dopo giorno- la scelta repubblicana fatta dall’Italia: quella di far quadrato intorno alla Costituzione ed ai principi che ne consacrano i valori di democrazia e di antifascismo.

Ciro Raia 

Responsabile Scuola ANPI Napoli

anpi-bella ciao

FUOR DI PIAZZA, MA NON DI CUORE

19 aprile 2020

92634428_1481260058719535_2612568996305698816_o

verso le giornate nazionale del tesseramento all’ANPI

9 febbraio 2020

12 FEBBRAIO 2020

ORIENTATI dalla COSTITUZIONE – l’ANPI alle GIORNATE NAZIONALI dei SERVIZI PUBBLICI della FP CGIL

21 settembre 2019

Gazebo FP CGIL

Mostra R-Esistiamo sulle Quattro Giornate di Napoli – Sezione ANPI di Torre Annunziata

22 febbraio 2019

ComunicatoStampaANPITorreAnnunziata22022019_Pagina_2

 

In previsione del prossimo 25 aprile, a partire del 25 febbraio, per due mesi, sarà possibile visitare la mostra R-Esistiamo sulle Quattro Giornate di Napoli realizzata dell’ANPI di Napoli.
La mostra sarà situata presso la nostra sede in via Fusco, 1 e sarà inaugurata giorno 25 febbraio 2019 alle ore 10:30.
Presente all’inaugurazione il Presidente dell’ANPI di Napoli, Partigiano delle Quattro Giornate, Antonio Amoretti, il Sindaco di Torre Annunziata, Vincenzo Ascione, la Consigliera di Parità della Città Metropolitana di Napoli, Isabella Bonfiglio e il Presidente della sezione ANPI “Maria Penna e Rocco Caraviello” di Torre Annunziata, Antonello Sannino, oltre a diversi esponenti di associazioni e istituzioni del territorio. Ci saranno inoltre le delegazioni di alcune scuole del territorio, gli alunni, le alunne e i docenti del Liceo Artistico Statale “Giorgio de Chirico” e della Scuola secondaria di primo grado “Giovanni Pascoli” di Torre Annunziata.
La mostra dal grande valore didattico sarà visitabile gratuitamente e aperta alla cittadinanza in orario pomeridiano tutti i giorni dalle ore 17:00 alle ore 20:00, mentre su appuntamento sarà possibile organizzare delle visite guidate per le scuole. Durante questi due mesi, intorno alla mostra, daremo vita ad una serie di eventi culturali e artistici a forte caratterizzazione territoriale sul diritto alla Memoria, sulla cittadinanza attiva, in difesa dei valori della nostra Costituzione nata dalla Resistenza al nazifascismo, eventi che culmineranno nelle celebrazioni del 25 aprile.