COMUNICATO STAMPA

5 maggio 2012 Lascia un commento »

COMUNICATO STAMPA

IL COMITATO PROVINCIALE DELL’A.N.P.I. (ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA) DI NAPOLI, venuto casualmente a conoscenza dell’articolo “Quel Museo Confermerà una frottola” , a firma di un certo Ruggero Guarini, pubblicato sabato 28 aprile u.s. dal corriere del Mezzogiorno, esprime tutto il proprio disgusto in quanto lo ritiene pregno di falsità, fazioso e provocatorio. Si legge che il nocciolo della questione “consiste (…) nell’attribuzione alla Resistenza antifascista del merito esclusivo  di un evento – la nascita dell’Italia democratica e repubblicana – …” (corsivo nostro). Al di là delle interpretazione che ognuno liberamente può esprimere sul ruolo e sul significato della Resistenza nella democrazia italiana, l’A.N.P.I. ha sempre riconosciuto l’importanza avuta dagli eserciti alleati dall’armistizio (8 Settembre 1943) alla Liberazione (25 Aprile 1945). Senza la loro potenza di fuoco, il nazifascismo non sarebbe stato certo sconfitto. Questa incontrovertibile verità non sminuisce, tuttavia, l’importante contributo del movimento Resistenziale a cominciare dalle QUATTRO GIORNATE DI NAPOLI, l’insurrezione popolare che costrinse l’esercito tedesco alla resa prima dell’arrivo degli eserciti alleati. Non è necessario essere “esperti di arte militare” per capire che i tedeschi avrebbero potuto contrastare l’avanzata degli alleati, provocando ingenti perdite di vite umane. E ciò senza tener conto dello specifico ordine di Hitler di ridurre Napoli a un mucchio di macerie, come risulta dagli archivi dell’esercito germanico. Alla luce di una ricostruzione puntuale dei fatti, la tesi avanzata dai revisionisti, che i tedeschi avessero l’intenzione di abbandonare Napoli, è, dunque, proprio una frottola.

Il MUSEO che l’A.N.P.I. vuole realizzare, in collaborazione con il Comune di Napoli e l’Istituto campano per la Storia della Resistenza, servirà a ricordare la verità storica della Resistenza, a trasmettere alle future generazioni la memoria dei fatti accaduti a Napoli e in Campania. A far rivivere, in forme e con linguaggi nuovi, i valori universali della libertà e della dignità umane, valori che chi continua a prestare ascolto alle sue “vecchie fisime” (Guarini) non sarà mai in grado di apprezzare né di insegnare ad altri.

 

Pubblicità